Introdotto il reato di tortura

La proposta di legge di iniziativa parlamentare, approvata definitivamente alla Camera dei deputati in quarta lettura, introduce nel nostro codice penale il reato di tortura, così come previsto dall’ordinamento internazionale.

Sono numerosi gli atti internazionali che prevedono che nessuno possa essere sottoposto a tortura, né a pene e trattamenti inumani e degradanti: tra questi, la Convenzione di Ginevra del 1949 relativa al trattamento dei prigionieri di guerra, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950 (ratificata nel 1955), la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966 (ratificata
nel 1977), la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 2000, la Convenzione ONU del 1984, ratificata dall’Italia con la legge n. 498/1988, ed infine lo Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale del 1998.

La commissione del reato da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio costituisce, anziché un elemento costitutivo, un’aggravante del delitto di tortura.
Si è inoltre evidenziato che la proposta di legge scongiura decisamente il rischio che questi reati si possano prescrivere.

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