Legge di civiltà che garantisce libertà di scelta e il diritto all’autodeterminazione

«L’approvazione della legge sul testamento biologico rappresenta un nuovo forte segnale di civiltà che questo Governo ha voluto dimostrare con convinzione. Il biotestamento è una legge di grande umanità, che garantisce la libertà di scelta e tutela il diritto all’autodeterminazione delle persone, senza prevedere in alcun modo l’abbandono terapeutico del paziente». Commenta così, l’onorevole Caterina Bini del Partito democratico l’approvazione in Senato della legge sul testamento biologico.

La legge, già approvato alla Camera il 20 aprile scorso e appena passato al Senato, consente alla persona, in previsione di una possibile futura incapacità, di autodeterminarsi esprimendo – attraverso le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Il biotestamento prevede, inoltre, la possibilità di indicare una persona di fiducia che svolga le veci del paziente e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Le Dat, sempre revocabili, risultano vincolanti per il medico, che rimane esente da responsabilità civili o penali, e devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata, con sottoscrizione autenticata dal notaio, o da altro pubblico ufficiale, o da un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato.

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