Protezione internazionale e contrasto all’immigrazione illegale: il decreto legge approvato

Nessuna soluzione temporanea o emergenziale, ma misure organiche e procedimenti efficaci per affrontare e gestire il fenomeno migratorio nella sua estrema complessità.

Il testo si muove su due binari paralleli: garantire l’accoglienza e l’asilo a chi ne ha effettivo diritto e rendere efficaci le espulsioni e i rimpatri di chi non ne ha i requisiti. Obiettivo di fondo: accorciare i tempi di entrambe le pratiche, nella consapevolezza che le lunghe attese, un limbo esistenziale e giuridico che dura mesi se non anni, non sono solo inaccettabili da un punto di vista della dignità umana, ma possono aumentare il rischio di comportamenti illegali.

Rispetto ai tempi medi di esame di circa due anni, le norme approvate permetteranno di valutare rapidamente la domanda di protezione internazionale, superando le attese legate alle lentezze procedurali e, al contempo, offrendo anche l’opportunità di un impegno, su base volontaria, a favore della comunità da cui si è ospitati. Ciò avverrà mediante l’istituzione di sezioni specializzate in materia di migrazione, protezione internazionale, libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea nelle quali i magistrati, dotati di specifiche competenze e ai quali verrà assicurata una formazione continua dedicata, potranno rispondere all’esigenza di assicurare una maggiore celerità ai ricorsi giurisdizionali.

Quanto all’aspetto legato al contrasto all’immigrazione illegale sono introdotte norme per accelerare le procedure di identificazione e di definizione della posizione giuridica di cittadini extra UE, nonché misure di contrasto dei trafficanti di uomini e dell’immigrazione illegale. Viene inoltre potenziata la rete delle strutture di accoglienza, da una parte, e accoglienza e rimpatri, dall’altra, con nuovi e maggiori investimenti sia in termini di risorse economiche, sia in termini di nuove e qualificate assunzioni di personale. Non si avranno più pochi ed enormi centri di accoglienza, ma strutture di piccole e medie dimensioni, presenti su tutto il territorio nazionale, in luoghi individuati dopo avere sentito i Presidenti di Regione, dove il rispetto per la dignità della persona non sarà una condizione eventuale e dove i tempi del trattenimento massimo saranno assolutamente definiti.

 

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