Uso medico della cannabis

Dopo la legge 38/10 e dopo il recepimento della Corte sul cambio delle tabelle, l’uso della cannabis per uso medico è stata introdotta in Italia con una sperimentazione che ha avviato un progetto pilota che ha consentito dopo due anni di produrre anche in Italia la cannabis ad uso medico presso l’Istituto di Firenze.

Ora con la legge si mette a regime la fase sperimentale e si creano le condizioni per corrispondere al fabbisogno dei pazienti, sia con produzioni in Italia da autorizzare da parte del Ministro della Salute sia eventualmente ricorrendo alle importazioni.

Attualmente il testo riguarda esclusivamente l’uso terapeutico della cannabis, essendo stata stralciata la parte relativa alla legalizzazione della cannabis ricreativa.

Scopo della legge è:

1.  il superamento delle differenti modalità di accesso ai farmaci derivanti dalla cannabis introdotti da differenti leggi regionali nonché l’assunzione a carico del SSN tutti gli impieghi ora autorizzati dal Ministero;

2.  l’incremento della ricerca per i nuovi impieghi dei farmaci a base di cannabis con finanziamenti disposti dall’Aifa, atteso che l’industria farmaceutica privata è restia a condurre ricerche in questo campo;

3.  permettere che il fabbisogno di cannabis ad uso medico sia assicurato sia mediante le produzioni dell’Istituto Farmaceutico di Firenze ma anche mediante le autorizzazioni alla coltivazione e  trasformazione ad enti o imprese, in possesso dei requisiti previsti dalle vigenti norme, disposte dal Ministero della Salute;

4.   informare i cittadini e formare i medici;

5.   equiparare la cannabis ad uso medico ai medicinali anche dal punto di vista fiscale.

Il dossier completo sui contenuti del decreto legge

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