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26 gen

Il Consiglio approva all’unanimità la mozione contro il piano di “risanamento” di AnsaldoBreda

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri, all’unanimità, la mozione sulla situazione di AnsaldoBreda. Il Consiglio dice quindi parole chiare rispetto al piano di “risanamento” presentato dall’A.D. Manfellotto.

Di seguito il comunicato stampa in cui si riprendono alcune dichiarazioni dei proponenti.  

 

Il piano di risanamento presentato da AnsaldoBreda è insufficiente dal punto di vista del rilancio competitivo e produttivo, che è la vera priorità da affrontare se si vuole far crescere l’azienda e con essa il settore dell’industria ferroviaria nel Paese. Il forte impatto occupazionale ivi previsto è chiaramente iniquo e ingiusto perché si scaricano principalmente sui lavoratori, che portano le minori responsabilità per le scelte industriali che hanno causato la disastrosa situazione del bilancio, le conseguenze dell’attuale stato di cose,  senza un orizzonte reale e credibile di rilancio”.

Con una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale arriva una netta stroncatura del piano annunciato il 20 gennaio scorso dall’Ad Manfellotto sul futuro dello stabilimento pistoiese.

Il documento, proposto dai capigruppo del centrosinistra Vittorio Bugli (Pd), Marta Gazzarri (IdV) e Monica Sgherri (Fed), dai consiglieri pistoiesi Caterina Bini e Gianfranco Venturi (Pd) e dai consiglieri Pieraldo Ciucchi (Socialisti) e Ivan Ferrucci (Pd), contiene alcuni impegni di lavoro per la giunta toscana: intensificare ulteriormente il sostegno alla vertenza AnsaldoBreda e ai lavoratori, alle imprese dell’indotto e alle Istituzioni locali;

chiedere un incontro urgente al nuovo Ministro dello Sviluppo Economico affinché il Governo nazionale intervenga sulla situazione di AnsaldoBreda, viste le rilevanti conseguenze economiche, occupazionali e sociali”.

«Siamo a un ulteriore, doloroso capitolo della vicenda pistoiese – spiegano Caterina Bini e Gianfranco Venturi – e come sempre non faremo mancare il nostro sostegno alla giusta battaglia che stanno svolgendo i lavoratori, insieme alle istituzioni locali. I tagli occupazionali sono inaccettabili – proseguono i due consiglieri – perché sproporzionati e ingiustificati in uno stabilimento vocato alla prototipizzazione e all’innovazione produttiva. Il piano presentato da Manfellotto è non solo pesante per i tagli ai posti di lavoro, ma anche inefficace per il rilancio dell’azienda.

Questo perché una nuova fase di crescita del Paese passa anche dal settore dell’industria  ferroviaria italiana, che non può essere dismesso come invece sembra fare l’attuale management di AnsaldoBreda. In questo momento in cui si parla tanto di crescita e di rilancio dell’economia – concludono Venturi e Bini – anche il Governo a questo punto deve chiarire se il settore dell’industria ferroviaria è realmente strategico nella politica industriale nazionale».

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